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di PD Bussolengo - 03.05.2012
Prossimi luoghi e date - AGGIORNAMENTO.
- domenica 6 maggio dalle 9.00 alle 13.00 vicino la chiesa di Cristo Risorto e a S. Vito.
- giovedì 10 maggio dalle 8.30 alle 12.30 all'angolo tra via De Gasperi e Da Vinci.
Altre date e luoghi verranno decisi prossimamente e qui pubblicati.
Da "L'Arena" di giovedì 03 maggio 2012 – PROVINCIA – Pagina 28
BUSSOLENGO. Continua lo stato di agitazione dei dirigenti medici dell´Orlandi dopo l´abolizione della doppia guardia di anestesia-rianimazione
«Noi allarmisti? Tragedia sfiorata»
A Dall´Ora che li accusa di spaventare la gente i sindacati dei medici replicano: «È nata una bimba in arresto cardiaco e non c´era il rianimatore»
Il braccio di ferro continua: da una parte c´è la direzione generale dell´Ulss 22, dall´altra i sindacati della dirigenza medica. La partita è quella delicatissima dell´organizzazione delle urgenze-emergenze all´Orlandi. Da un mese è stato proclamato lo stato di agitazione contro la delibera 157 del 30 marzo con cui il direttore Dall´Ora ha soppresso la doppia guardia di anestesia-rianimazione attivando contestualmente la reperibilità integrativa. Da allora, le sigle sindacali denunciano «la gravità della scelta, potenzialmente pericolosa per gli utenti dell´ospedale oltre che per gli stessi operatori sanitari costretti a far fronte alle criticità della nuova gestione accollandosi responsabilità e ruoli che vanno oltre quelli previsti». Dall´Ora non ci sente. Anzi, accusa i medici di non attenersi alla «normale dialettica sindacale» e di esasperare la situazione con «forzature che crean! o inutile allarmismo. Lo trovo scorretto», dice, «perchè non c´è alcun riscontro oggettivo di pericolo all´Orlandi». E definisce «atteggiamento di iperprudenza non giustificata» quello degli anestesisti. I quali, anestesisti, stavolta hanno deciso di «dirla tutta, così forse la gente capisce e, almeno, sa di non dover venire qui nel caso in cui abbia un´emergenza come una milza rotta o un infarto: il nuovo protocollo imposto dall´azienda toglie un servizio importante, un servizio salva-vita, che era quello di dare risposta immediata alle urgenze con un rianimatore in turno di notte. Giudichino i cittadini, a questo punto, se è iperprudenza la nostra come dice Dall´Ora o piuttosto critica costruttiva di una organizzazione che lede il loro diritto ad avere un´assistenza specialistica adeguata».
E fanno l´esempio di un caso accaduto nei giorni scorsi che ben rappresenta «la condizione di rischio che, con delibera del ! 30 marzo, può verificarsi tutti i giorni». «È accaduto», ! raccontano i portavoce delle 4 sigle sindacali della dirigenza medica, «di dover far fronte di notte a un parto difficile e di dover predisporre tutto per un cesareo d´urgenza con necessità, quindi, di un anestesista per l´intervento. Anestesista che, con l´abolizione della doppia guardia, era a casa reperibile e che quindi è stato ri-chiamato in servizio. L´anestesista è arrivato in ospedale nei tempi previsti ma si è trovato la neonata già nata con un parto naturale molto difficile. La bambina era in arresto cardiaco, non aveva battito, le prime manovre di rianimazione sono state fatte dal pediatra di guardia in attesa del rianimatore, rianimatore che appena arrivato ha subito trattato la piccola e l´ha stabilizzata per il trasporto a Borgo Trento dove tutt´ora è ricoverata in terapia intensiva in condizioni molto critiche». La conferma arriva dall´ospedale maggiore di Verona: «È vero, la piccola è qui in azienda ospeda! liera, stiamo cercando di fare tutto il possibile per darle delle chance». «Ora, questo è solo un esempio di quanto può succedere all´Orlandi senza il rianimatore in servizio di notte», prosegue il dottor Attilio Terrevoli presidente regionale dell´Aaroi (associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani), «non si è sfiorata la tragedia solo perchè c´è stato un collega pediatra in grado di praticare una rianimazione in attesa che arrivasse l´anestesista in reperibilità. Questo non significa», sottolinea il sindacalista, «che con il rianimatore presente la piccola sarebbe nata senza problemi ma senz´altro le sarebbe stata fornita in tempo reale tutta l´assistenza necessaria». Terrevoli anticipa la «difesa» dell´Ulss: «In casi simili, ci hanno detto, si può chiamare l´anestesista in servizio in reparto invece che quello a casa reperibile. Ma non va bene neanche così», sbotta Terrevoli, «perchè dovreb! be uscire dalla terapia intensiva lasciando i sei ricoverati in balìa ! di sè stessi mentre lui va al pronto soccorso per l´urgenza. E se a qualcuno di quei sei nel frattempo accade qualcosa di grave? Ripeto, Dall´Ora ci accusa di iperprotezionismo, giudicate voi, a questo punto, se esageriamo noi o se invece è qualcun altro a sbagliare».
Un braccio di ferro, si diceva. Meglio, una sfida a colpi di fioretto in cui si dimentica, forse, che alla fine a pagare il prezzo più caro sono proprio i pazienti. Gente che, a questo punto, «rischia sul serio» come hanno scritto i sindacati al Procuratore di Verona.
«Inoltre, il direttore Dall´Ora l´altro giorno ha risposto sul giornale alle nostre istanze», continua Terrevoli, «dicendo cose inesatte. Primo: fra le guardie attive che cita, il chirurgo all´Orlandi non c´è, ad esempio, ci sono solo gli ortopedici: se uno entra con un´emergenza chirugica, il chirurgo è reperibile a casa come il rianimatore-anestesista. Secondo: ha dichiarato che i! pazienti infartuati vanno diritti a Borgo Trento, non vengono a Bussolengo. Falso, perchè vengono a Bussolengo dove vengono ricoverati in rianimazione e trattati in terapia intensiva. Se addirittura arriva la richiesta di un itnervento a domicilio, il Suem va a casa a prendere il malato, lo porta all´Orlandi e se da lì si decide di trasportarlo in altra struttura ad assisterlo in ambulanza fino al 30 marzo c´era l´anestesista di guardia adesso invece c´è il medico del pronto soccorso il cui servizio sarà coperto dai colleghi di altre specialità di turno quella notte. Insomma», conclude Terrevoli, «c´è tutto che non va e di questo la direzione generale deve prendere atto e deve, se non annullare la delibera, convocare un tavolo tecnico come abbiamo più volte richiesto per trovare insieme soluzioni adeguate. Noi anestesisti siamo disponibili a lavorare ore in più pur di avere riattivata la doppia guardia. E Dall´Ora questo lo sa.! Se non accetta la nostra proposta, come sta facendo, significa solo ch! e il problema è economico e di taglio dei costi. Allora noi abbiamo il dovere di denunciare la situazione, perchè è giusto che la gente sappia a cosa va incontro ed è pure giusto che i medici si tutelino da possibili colpe che non hanno: chiediamo solo di lavorare in sicurezza per dare sicurezza a chi viene in ospedale».
Crediamo che in questo articolo siano contenuti molti dei motivi che hanno spinto il PD di Bussolengo assieme alla lista civica Bussolengo al Centro a mobilitarsi chidendo l'adesione di quante più persone possibile.
Sarebbe opportuno che oltre ad inaugurare risonanze magnetiche di seconda mano qualcuno ci spiegasse il futuro del nostro ospedale in previsione dell'entrata a pieno regime del Magalini una volta ampliato e visti gli investimenti fatti a Borgo Trento, ma soprattutto ci dicesse come si collocherà il nostro ospedale e con quali servizi all'interno della programamzione regionale.
Ulteriori elementi di riflessione li trovate nell'allegato qui sotto che rimanda ad altri articoli apparsi sul "L'arena" sempre lo stesso giorno.
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A Villafranca più di 20 milioni di euro.












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